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IL MATTINO
del 4/12/2012 pag 47

L’album 
Con i Finti-Illimani viaggio in treno tra suoni militanti e sogni di libertà

Federico Vacalebre

Il nome del gruppo, Finti-Illimani, è da premio, anche se non parodistico come potrebbe sembrare: «Quando i treni viaggiavano sicuri», cd appena pubblicato da Marotta & Cafiero, è un omaggio ad una stagione di musica militante, un canto rosso che denuncia il filo nero «che collega le dittature sudamericane alle vicende italiane ed internazionali», l’11 settembre ’73 del golpe fascista in Cile  con quello 2001 di Ground Zero.
Carlo Vignaturo (strumenti a corda) & compagni formano la band nel sottoscala-sala riunioni di
«‘O pappece», storica bottega equa e solidale, e trovano i soldi per produrre il cd grazie al meccanismo del «crowdfunding e complicità in ospiti come Daniele Sepe, Gordon  Poole, Andrea Campese e Romilda Bocchetti.
Complesso eppure semplice, acustico ma moderatamente e modernamente elettronico, dichiaratamente di parte, orgoglioso di un’immagine desueta e versi lontani anni luce dal tempo del disimpegno:



Il Progetto

Note e ritmi contaminati tra l’11 settembre cileno e Ground Zero


il suono della band di «El pueblo unido», di Victor Jara e Violeta Parra viene pinkfloydizzato o reso con più rabbia e vigore, voci recitanti denunciano la complicità della Chiesa con i regimi dispotici sudamericani, ballate sulla guerra fredda si alternano a una «Seattle dance», a «Vesuvio» degli Zezi (con la voce sgraziata di Giuseppe  Chierchia) e testi che denunciano discriminazioni sessuali («Le forche») e sociali («Veramente abili»), prima di chiudere con un’infantile quanto adorabile canzone d’amore («Vito e Bice»).